lunedì 30 ottobre 2023

Destinazione d'uso

 Posseggo un mucchio di vestiti da molti anni. Mia madre e mio fratello mi prendono in giro al riguardo e mi chiedono, cosa vuoi farci con i soldi, almeno comprati dei vestiti nuovi! Li metto da parte, come i vestiti, dico. Vorrebbero vedermi con dei vestiti nuovi addosso, temono che la mia immagine pubblica ne risenta, E' perchè il mio pubblico sono loro, secondo me. Ad ogni modo l'ultima volta, l'ennesima, in cui mia madre e mio fratello mi hanno sfottuto è stato quando mi hanno visto con un certo giubbotto addosso. Bello questo giubbotto, ha detto mio fratello. Mia madre ha sorriso. Mio fratello si è ricordato; non era mio e lo avevo dato a Papà perchè mi stava largo? Esatto, ha detto mia madre. Sembra nuovo ha detto mio fratello. Io non sapevo cosa dire. Dopo un pò però ho detto, be', direi che ho scoperto un ottimo modo per vestire sempre alla moda, posseggo determinati vestiti da così tanto tempo che faccio in tempo a metterli quando tornano di moda!


 Non è che non ci tenga ma fosse per me starei tutto il tempo nudo. Non capisco questa moda del cambiare vestiti in continuazione. Se uno è una testa di cazzo non sarà un vestito a cambiarne la destinazione d'uso!

giovedì 12 ottobre 2023

Patatine al formaggio

 


Patatine al formaggio


Dunque, dopo il mio racconto sul Lidl , sono tornato a fare la spesa lì da loro. Avevo criticato e ironizzato sull'uso delle cuffie microfonate per parlare con gli altri addetti vendita e scaffalisti e mi ero lamentato dei prezzi. Nel racconto. All'ingresso c'era un signore con un cane che chiedeva il carrello in elemosina. Mi ha chiesto, prima che entrassi, dopo mi lasci il carrello? Pieno? Ho chiesto. No, per il gettone. Caro mio io uso i gettoni dell'autolavaggio, non metto gli euro. Me ne avanzano ogni volta. Mi ha guardato con odio. Ma gli ho detto la verità. Non ho mai monete con me, pago tutto con il bancomat. Ha tirato fuori una crocchetta per il cane e gliel'ha lanciata. Ho idea che volesse dirmi qualcosa, un messaggio subliminale. Il cane ha mangiato la crocchetta e mi ha osservato. Ci siamo osservati. Stallo messicano. Sono entrato con il carrello. Le corsie erano semivuote, nessuno a parte me, indossava la mascherina. Uno mi ha chiesto, perchè la mascherina. Ho risposto, hanno ricoverato Belen per il covid. Veramente? Ha detto. Ho fatto un cenno con la testa di assenso. La notizia è vera, ma almeno si preoccuperanno un po', adesso. Se non altro aumenteranno le connessioni in rete dai telefonini della zona del supermercato e manderanno qualche inviato di canale 5 a capire perchè. Compro alcune cose, melanzane, mozzarelle, parmigiano, salsa di pomodoro e basilico. Una signora ha dato un'occhiata al mio carrello. E le uova ha detto? Come scusi? Chiedo. Le uova? Fa. Per la parmigiana. E la farina? Ha aggiunto prima che rispondessi. E il colesterolo? Ho risposto. E i trigliceridi? Ho aggiunto. Subito dopo ha dato un occhiata al suo telefonino. Sicuramente avrà guardato su Google se le uova fanno venire alte tutte queste cose da me nominate. In realtà il mio era solo un modo raffinato per dirle di farsi un tir di cazzi propri. Ho proseguito a fare la spesa. Ho preso detersivo, ammorbidente, l'acqua minerale frizzante ( è uno dei lussi che mi concedo, già la vita è piatta pure l'acqua anche no), e i mitici rasoi trilama. Qui sono magici. Una passata e da Mosè mi trasformo in Dybala. Poi la schiuma da barba. Costa pochissimo ed è molto schiumosa, mi piace mettermela e guardarmi allo specchio sembrando babbo Natale. Ma probabilmente sembro solo un babbo di minchia. Poi ho preso i boeri, un'intera confezione. La glicemia per oggi lasciamola perdere. Un aumento dei valori alla volta. Vado verso la cassa per pagare, con il carrello. Poca gente in coda. Dopo gli ultimi aumenti da cui si evince che pure i supermercati si montano la testa, dopo che hanno successo, ho intravisto parecchie targhette rosse di prezzi bassi sugli scaffali recanti la scritta “ trimestre antinflazione”. E i carrelli tricolore che tanto decanta Salvini? Neanche l'ombra. Di colpo mi sono sentito un infleuencer. Dovevano aver letto il mio pezzo, lettissimo sui social e su internet. Quando arriva il mio turno chiedo alla cassiera, scusi, come mai non ha la cuffia? Mi ha guardato un po' scocciata per la domanda. I clienti si lamentavano, ce le hanno tolte, ha detto. La laurea di influencer è così sfumata. Poi per scherzare ho detto, non ho il carrello tricolore. Mi ha guardato come uno che fosse appena sceso da un disco volante. Come scusi? Non è al corrente dell'iniziativa? Quale iniziativa, dice. Niente, lasciamo stare. Una cliente dietro ha riso è ha detto, la solita pagliacciata. Però ho preso i colori della Palestina: rosso, la salsa, nero le melanzane, bianco le mozzarelle, verde il basilico. A quel punto tutto il supermercato mi ha odiato ed ha cominciato a guardarmi con sospetto, Se avessi avuto uno zaino si sarebbero messi a correre per timore che potessi averci una bomba dentro. Pieni come sono di propaganda televisiva seduti la sera sul divano o a tavola a pranzo. Dati gli ultimi fatti relativi alle ripresa della guerra da quelle parti( lo preciso perchè in questo momento gli italiani si dividono in due categorie: quelli che non sanno dei carrelli tricolore e quelli che non sanno cosa succede in medio oriente). Ad un tratto ho pensato alla corsia delle patatine al formaggio. Lo scaffale era semivuoto. Cavolo, ecco dove erano finite! Nelle teste della gente. E dire che viste così insieme hanno anche la forma della materia cerebrale. Sono uscito e ho dato una confezione di latte e un pacco di uova all'uomo fuori che chiedeva l'elemosina. Mi ha ringraziato. Ma non con entusiasmo. E, credetemi, lo capisco. Del resto l'uguaglianza non dovrebbe consistere nella libertà di scelta di cosa comprarsi ognuno di noi per sé? Sono arrossito. Ho osservato la gente intorno che caricava la macchina di pacchi e pacchetti della spesa. Le macchine sembravano i loro cervelli. I nostri.































lunedì 9 ottobre 2023

I pazzi iniziano dove finisce la loro comprensione...


 

In coda al supermercato, un sabato pomeriggio.

Me ne stavo lì in coda al supermercato e vedevo i carrelli davanti e dietro e intorno. Ovunque carrelli. Ma cosa c'era nei carrelli? E c'era un uomo corpulento...scusate, volevo dire grasso, la mania del politicamente corretto ci ucciderà più dei trigliceridi. Ma poi voi se foste una puttana vorreste essere chiamati/te operatrice sessuale? Nel suo carrello c'erano wurstel, una montagna di wurstel. Stava parlando ad una signora lì accanto e diceva che lui adorava i wurstel. Poi stava dicendo anche che strozzerebbe il suo capo al lavoro. Deduco che scarica sui wurstel. La soluzione di trasformare il suo capo in carne da wurstel non la prendeva in considerazione. Spesso il cibo è il simbolo dell'autoflagellazione masochistica quando non riesci a essere violento con gli altri, che non è nella tua natura. Dimmi come mangi e stenderò io tuo profilo psicologico. La signora che parlava con il tipo sovrappeso era magra come un'acciuga di quelle che mettono sulle pizze il sabato sera quando danno fondo alle scatole di acciughe che hanno lì da quando c'era la lira...epperò te le vendono in euro. Lei odiava il suo capo. Cavolo, ero nel supermercato dei paria vessati da capi. Era celiaca. Nel supermarket dov'ero c'era uno scaffale intero per celiaci. E ovviamente, in coda, non si ha niente da fare, esauriti i like sui social ( lasciamoli stare per un po', magari più tardi ci sembreranno tanti, anziché vederli volta per volta che sembrano sempre pochi-tranquilli, nessuno vi vuole bene lo stesso e pochi leggono veramente quello che avete scritto, già se mettete una foto è un like sincero che significa: grazie per non aver scritto niente e avermi mandato il cervello in pappa...che in molti non si capisce la differenza fra il prima e il dopo...il cervello in pappa), che si fa? Si chiacchiera amabilmente. Mi sono fatto una cultura sui celiaci. Non è una cosa da poco essere allergici al glutine. Praticamente devi cambiare passaporto...figuriamoci, un italiano allergico alla pasta! Ma se la chiediamo anche all'estero. Persino in Cina, la chiediamo ( trova l'assurdità di quest'affermazione e vincerai la mia stima...bè, è chiaro, non voglio mandarvi il cervello in pappa, i Cinesi hanno inventato la pasta!). Questa fa il paio con quel mio amico pugliese che per fare l'arguto disse:”a me quando parlo in dialetto mi capiscono persino in Spagna”. E certo, se sei pugliese e hai avuto i Borboni. C'è pure il caffè, Borbone, al mio supermercato. Insomma la signora la capivo e la misericordiavo, senza pietismi, quelli li lascio a Salvini mentre fa la spesa tricolore all'Esselunga. M'è scappata la satira, scusate, del resto Salvini, satiricamente , è una tautologia vivente. Guardavo la spesa sul nastro della cassa di una signora davanti a me: birra, olio per frittura, maionese, wurstel, hamburgers, patatine, fonzies( scusate, questa la debbo dire a latere...sapete quegli uomini che camminano sulle spiagge tutto muscoli e spalle larghe e faccia squadrata e sguardo all'orizzonte del vasto latifondo del globo terracqueo? Nelle mutande gli s'intravede un minuscolo fonzie e lui non saprà mai di essere una satira di costume, da bagno, appunto, vivente!), che a un certo punto ho detto, signò..e già mi ha guardato con sospetto, come, questo a Milano, mi chiama signò e non sciura? Uhmmm, sentono puzza di terrone. Signò, dico, a casa sua i trigliceridi si sono arresi per omeopatia?Non conosco questa malattia, mi risponde. E certo, che pretendo pure di essere capito?Cazzooo, ho dimenticato il dado, e come faccio senza dado? Già, penso io come farà senza dado. Se vuole dare un po' di sapore a questi cibi industriali, il dado, ci vuole, i dado è tratto. Ah, le urlo da dietro, “alea acta est? Tangenziale ovest, prego, è stata la risposta! I pazzi iniziano dove finisce la loro comprensione!



domenica 1 ottobre 2023

Tagliando

 


Tagliando.


Avevo prenotato il tagliando alla macchina dal sito Cerca Officina. C'era anche da fare la revisione, il prezzo era onesto, ne avrei approfittato. Era un venerdì e il posto era a Trezzano: officina Lamarck. Un nome curioso che ricorda l'evoluzionista delle giraffe. Metto il navigatore e mi dirigo verso Trezzano. Ah, ovviamente ero in macchina, ma considerato che erano le 8 di mattina poteva anche darsi che avrei potuto attivare il navigatore e dirigermi a piedi. Il sonno mattutino è l'aterosclerosi dei cosiddetti sani di mente. Il navigatore indica di fermarsi in un dato punto ma lì c'è un palazzo impalcaturato dal 110% che sembra il transformer Optmus Prime. Scorgo due giovani con tute da meccanici e abbasso il finestrino. Chiedo dove sia l'officina Lamarck. I due stanno fumando: 8 di mattina. E' dalla parte opposta , dice uno dei dei due, interrompendo per un momento la sequenza di boccate alla sigaretta. Lo ringrazio e faccio inversione,. Dal retrovisore vedo che i due ragazzi entrano in un'auto parcheggiata lì nei pressi, continuando a fumare. E' meraviglioso, penso, come le giovani generazioni faranno conoscenza con le atmosfere anni '70 dei cortei studenteschi pieni di lacrimogeni in questa forma in scala ridotta: molti meno lacrimogeni, piazze e celerini, al chiuso della macchina, prima del lavoro... Mentre mi dirigo verso l'officina, sulla sinistra ci sono in sequenza moltissimi capannoni istoriati di graffiti giganteschi e dalla parte opposta, di fronte, campi di mais. E un campo di altre piantagioni che mi suggerisce la peggior battuta possibile e ingiustificabile nonostante l'orario mattutino: mai dire mais. I graffiti sono enormi e colorati e mostrano facce gigantesche di tizi scelti a caso per strada,nessun leader politico, solo volti anonimi...che è poi quello che sembrano i politici contemporanei. Dopo i capannoni dei graffiti, sempre sulla sinistra, scorgo, sempre uno a fianco all'altro, capannoni di officine meccaniche, ma nessuna reca la scritta Lamarck. Sono tentato di fermarmi vicino ad uno di questi che ha davanti una gru, che per estensione viene anche chiamata giraffa. Ma desisto. Non mi resta che infilarmi a caso in una di queste officine. Cosa che faccio subito. Appena entrato in una di queste, spengo la macchina. Mi si avvicina un tizio attempato che mi chiede:” che vuoi?”. Sono qui per il tagliando e la revisione, dico. I ragazzi arrivano alle 8 e mezza, dice e fa per voltarsi. Posso lasciare qui la macchina o devo uscire? Lascia, dice lui degnandomi appena. Poi colto da un dubbio chiedo, scusi, signore, ma per caso è questa l'officina Lamarck? Lui si volta stizzito e dice: “ all'ingresso c'è scritto Lamarck? A dire il vero no, dico. Lui mi osserva per un lungo istante. Capelli brizzolati, la mezz'età passata da un pezzo, faccia rugosa, tuta da meccanico sponsorizzata dalla Magneti Marelli. Ecco, appunto fa, con il suo inconfondibile accento est europa che sembra quello di un doppiatore di film con mafiosi russi. -Be', direi che come accoglienza clienti lei potrebbe lavorare solo ad Alcatraz! Dico-E' chiusa, ci lavoravo lì negli anni '90, dice lui.-Mi riferivo al carcere, non alla discoteca...

Dieci minuti dopo entravo in un'officina poco più avanti. All'ingresso c'erano due operai in tuta da lavoro che si stavano picchiando. Scendo dalla macchina mi avvicino e chiedo. Scusate se interrompo le vostre divergenze, è questa l'officina Lamarck? Sì, risponde uno dei due. Poi si appresta a sferrare un calcio all'altro. Torno indietro e mi addentro nell'officina. Incontro parecchi operai meccanici in tuta. Fumano tutti. Scusate, devo fare un tagliando, con chi posso parlare? Chiedo ogni volta. Mi fanno segno di andare più avanti. Dopo un centinaio di metri, giro un angolo e scorgo un desk che in quanto ad ordine sembra la scrivania di Balzac. Dietro al desk, di schiena, c'è una donna molto bassa, minuta. Sta tentando di spruzzare qualcosa sulla scrivania in mezzo alle carte. Mah, penso, forse è una scultrice di carta pesta. Lei avverte la mia presenza, si volta e mi chiede:” cosa vuole?”. Due denti, sta fumando, e in mezzo ai due denti fuoriesce una nuvoletta di fumo. Cercavo l'officina Lamarck, ma mi rendo conto di essere finito in un romanzo di Lovercraft, penso. Buongiorno, dovrei fare il tagliando...e la revisione. “Ah, be'”, dice lei, “lasci la chiave della macchina , quando abbiamo fatto la chiamo”. Scusi, accenno, ce l'avreste un'auto di cortesia? “Le abbiamo finite”, dice lei. “Le auto?”, chiedo ancora?. Lei mi guarda e lascia uscire un'altra nuvoletta di fumo fra i due superstiti ortodonzistici.



Maxirotolo di carta igienica

  Maxiconfezione di carta igienica. Ci sono delle emergenze, nella vita, certo ognuno ha le sue. A me è successo di rendermi conto che og...