Tagliando.
Avevo prenotato il tagliando alla macchina dal sito Cerca Officina. C'era anche da fare la revisione, il prezzo era onesto, ne avrei approfittato. Era un venerdì e il posto era a Trezzano: officina Lamarck. Un nome curioso che ricorda l'evoluzionista delle giraffe. Metto il navigatore e mi dirigo verso Trezzano. Ah, ovviamente ero in macchina, ma considerato che erano le 8 di mattina poteva anche darsi che avrei potuto attivare il navigatore e dirigermi a piedi. Il sonno mattutino è l'aterosclerosi dei cosiddetti sani di mente. Il navigatore indica di fermarsi in un dato punto ma lì c'è un palazzo impalcaturato dal 110% che sembra il transformer Optmus Prime. Scorgo due giovani con tute da meccanici e abbasso il finestrino. Chiedo dove sia l'officina Lamarck. I due stanno fumando: 8 di mattina. E' dalla parte opposta , dice uno dei dei due, interrompendo per un momento la sequenza di boccate alla sigaretta. Lo ringrazio e faccio inversione,. Dal retrovisore vedo che i due ragazzi entrano in un'auto parcheggiata lì nei pressi, continuando a fumare. E' meraviglioso, penso, come le giovani generazioni faranno conoscenza con le atmosfere anni '70 dei cortei studenteschi pieni di lacrimogeni in questa forma in scala ridotta: molti meno lacrimogeni, piazze e celerini, al chiuso della macchina, prima del lavoro... Mentre mi dirigo verso l'officina, sulla sinistra ci sono in sequenza moltissimi capannoni istoriati di graffiti giganteschi e dalla parte opposta, di fronte, campi di mais. E un campo di altre piantagioni che mi suggerisce la peggior battuta possibile e ingiustificabile nonostante l'orario mattutino: mai dire mais. I graffiti sono enormi e colorati e mostrano facce gigantesche di tizi scelti a caso per strada,nessun leader politico, solo volti anonimi...che è poi quello che sembrano i politici contemporanei. Dopo i capannoni dei graffiti, sempre sulla sinistra, scorgo, sempre uno a fianco all'altro, capannoni di officine meccaniche, ma nessuna reca la scritta Lamarck. Sono tentato di fermarmi vicino ad uno di questi che ha davanti una gru, che per estensione viene anche chiamata giraffa. Ma desisto. Non mi resta che infilarmi a caso in una di queste officine. Cosa che faccio subito. Appena entrato in una di queste, spengo la macchina. Mi si avvicina un tizio attempato che mi chiede:” che vuoi?”. Sono qui per il tagliando e la revisione, dico. I ragazzi arrivano alle 8 e mezza, dice e fa per voltarsi. Posso lasciare qui la macchina o devo uscire? Lascia, dice lui degnandomi appena. Poi colto da un dubbio chiedo, scusi, signore, ma per caso è questa l'officina Lamarck? Lui si volta stizzito e dice: “ all'ingresso c'è scritto Lamarck? A dire il vero no, dico. Lui mi osserva per un lungo istante. Capelli brizzolati, la mezz'età passata da un pezzo, faccia rugosa, tuta da meccanico sponsorizzata dalla Magneti Marelli. Ecco, appunto fa, con il suo inconfondibile accento est europa che sembra quello di un doppiatore di film con mafiosi russi. -Be', direi che come accoglienza clienti lei potrebbe lavorare solo ad Alcatraz! Dico-E' chiusa, ci lavoravo lì negli anni '90, dice lui.-Mi riferivo al carcere, non alla discoteca...
Dieci minuti dopo entravo in un'officina poco più avanti. All'ingresso c'erano due operai in tuta da lavoro che si stavano picchiando. Scendo dalla macchina mi avvicino e chiedo. Scusate se interrompo le vostre divergenze, è questa l'officina Lamarck? Sì, risponde uno dei due. Poi si appresta a sferrare un calcio all'altro. Torno indietro e mi addentro nell'officina. Incontro parecchi operai meccanici in tuta. Fumano tutti. Scusate, devo fare un tagliando, con chi posso parlare? Chiedo ogni volta. Mi fanno segno di andare più avanti. Dopo un centinaio di metri, giro un angolo e scorgo un desk che in quanto ad ordine sembra la scrivania di Balzac. Dietro al desk, di schiena, c'è una donna molto bassa, minuta. Sta tentando di spruzzare qualcosa sulla scrivania in mezzo alle carte. Mah, penso, forse è una scultrice di carta pesta. Lei avverte la mia presenza, si volta e mi chiede:” cosa vuole?”. Due denti, sta fumando, e in mezzo ai due denti fuoriesce una nuvoletta di fumo. Cercavo l'officina Lamarck, ma mi rendo conto di essere finito in un romanzo di Lovercraft, penso. Buongiorno, dovrei fare il tagliando...e la revisione. “Ah, be'”, dice lei, “lasci la chiave della macchina , quando abbiamo fatto la chiamo”. Scusi, accenno, ce l'avreste un'auto di cortesia? “Le abbiamo finite”, dice lei. “Le auto?”, chiedo ancora?. Lei mi guarda e lascia uscire un'altra nuvoletta di fumo fra i due superstiti ortodonzistici.
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