Dolce & Gabbana
Ad Ostuni, di recente, c'è stato un evento mondano di cui si parlerà per anni: la sfilata di moda maschile di Dolce & Gabbana! Ora, essendo io uno scrittore locale molto famoso, va da sé che già da tempo avessi ricevuto l'invito a partecipare all'evento insieme ad altri 500 invitati vips selezionatissimi. L'evento si è tenuto in piazza della Libertà, di sera. Ero ivi convenuto insieme agli altri 500 vips selezionatissimi, davanti ad un'enorme passerella dove di lì a poco avrebbero sfilato i modelli di Dolce & Gabbana. Ero posizionato più o meno fra un calciatore del Mancheser City, tale Haaland, un famoso orafo locale che aveva collaborato prima della sfilata con i due stilisti e a fianco alla signora Cenzina, nota ricamatrice locale famosa per i suoi centrotavola all'uncinetto, che, per l'occasione, sarebbero serviti ad altro, sempre nell'ambito di una collaborazione con gli stilisti. Dalla parte opposta alla nostra tribuna vips, c'erano, uno accanto all'altro, alcuni cavalli bardati, con in groppa i loro temibili cavalieri, bardati anch'essi, che partecipano annualmente alla famosa cavalcata di Sant'Oronzo. C'era tensione , ma dopo un po' di minuti di attesa, durante i quali ho familiarizzato con i miei vicini in tribunetta, la sfilata ha avuto inizio. Sullo sfondo della passerella si vedevano i due straordinari stilisti di cui parla tutto il mondo, di recente al centro di un equivoco, Dolce & Gabbana. E l'equivoco si era verificato in mattinata in un lido marittimo, dove i due erano andati a fare il bagno per rilassarsi dalle fatiche della preparazione della sfilata. Hanno visto un logo su una porticina, vicino alle docce, D&G e hanno chiesto al proprietario dello stabilimento balneare come si fosse permesso di usare il loro logo per il suo stabilimento. Poi è venuto fuori che D&G era solo una sigla scritta simpaticamente che indicava il posizionamento delle docce e dei gabinetti. I due stilisti che sono dei noti burloni, hanno approfittato dell'occasione per scherzare su se stessi. “G” di Gabbana, sta per “gabinetti”, ha detto Dolce a Gabbana, vuol dire che sei un cesso. Gabbana ha replicato, “D” di Dolce, sta per “docce”, un chiaro suggerimento a migliorare l'igiene personale, che con l'età, si sa, peggiora. Ma ecco che partono in sfilata i modelli, osservati con una certa apprensione dai due stilisti, in fondo alla passerella. Una sfilza di modelli vestiti con le gonne fatte all'uncinetto hanno cominciato a volteggiare sul legno della passerella. Donna Cenzina si è messa le mani nei capelli, che fine avevano fatto i suoi centrotavola? Uno sembrava addirittura coprire le parti intime di un giovane virgulto di modello che passava in quel momento. Meno male che ho lasciato un buco stretto, al centro del centrotavola, ha dichiarato a quel punto. I modelli sfilavano fra gli applausi convinti dei selezionatissimi vips. L'orafo che era nei mie pressi ad un certo punto ha urlato, ma dove sono i piccioni, io pensavo di dover fare i gioielli per i piccioni! I piccioni sul cornicione di Palazzo San Francesco, sede del comune stagliata sullo sfondo della passerella, hanno detto, siamo qui, non ci vedi? Lui stava per replicare che si riferiva all'appellativo usato localmente per definire gli organi femminili e, per sineddoche, le affascinanti portatrici sane dei detti organi, ma alla fine si è trattenuto. Non voleva sembrare politically uncorrect, dopotutto faceva pur parte della selezionatissima tribuna vips, e non voleva apparire omofobico. Non ce l'ho con quelli lì, ha detto rivolto a me quasi per giustificarsi.Quello che non ha detto ma ha pensato è: finchè pagano bene. Poi hanno cominciato ad uscrie modelli con indosso vestiti di ceramica ( si era parlato di una collaborazione con i ceramisti di Grottaglie), degli abiti davvero originali, unici, la cui esibizione sicuramente avrebbe creato un ritorno d'immagine sul territorio. Come pure i centrini di Donna Cenzina, ci mancherebbe. Chi sa quanta gente sarebbe tornata per farsi fare delle mutandine all'uncinetto...proprio all'ultimo grido, quello quando mentre te le cuciono addosso ti pizzicano proprio lì. A quel punto Haaland, che indossava un bel paio di occhiali da sole, da bravo scandinavo, mi ha detto qualcosa in inglese. Io per quel poco d'inglese che ricordo dalle scuole medie credo di aver capito che ultimamente era stato lasciato fuori rosa, nella sua squadra. Perchè avendo indossato un paio di mutandine in ceramica di Grottaglie, era troppo pesante e in allenamento non rendeva. Ed è in quel momento che è accaduto qualcosa di disdicevole. I cavalli che erano fermi immobili, lungo la passerella, o meglio, alcuni di loro, hanno avuto lo stimolo di un bisogno corporale. Un bisogno corporale di quelli solidi, per intenderci, non vorrei sembrare non abbastanza vip e non abbastanza selezionatissimo. La serata stava per volgere al dramma. Gabbana in preda ad un attacco isterico ha detto a Dolce, ecco vedi, lo sapevo che sarebbe stata una serata di merda, avevo detto che non li volevo i Cavalli, che fanno rima con quell'altro concorrente, portano sfiga. Dolce lo ha guardato con uno sguardo rassicurante e ha detto, rilassati, tutti cacano, anche i cavalli... e anche noi che siamo Dolce & Gabbana...e fidati, anche questo avrà una ricaduta d'immagine sul territorio, aggiunse. Cioè? Ah, ho capito, i cavalli concimano, ha detto Gabbana. Dolce non ha detto niente. Aveva la faccia di uno che pensava che il socio non avrebbe potuto sedersi nella tribuna dei selezionatissimi vips. La serata volgeva al termine, una bella serata, tutto sommato, che avrebbe avuto una buona ricaduta d'immagine sul territorio, non fosse stato per la statua di Sant'Oronzo, che ad un certo punto, forse stanca di tutto quel trambusto, si è staccata dalla colonna ed è caduta per terra. Siamo rimasti tutti male. Dolce & Gabbana sono passati nei mie pressi e mi hanno chiesto, cosa è successo? Niente, ho risposto, c'è stata una ricaduta d'immagine sul territorio, ho detto. Uhm, ha detto Dolce. Uhm, ha detto Gabbana. Poi Stefano Gabbana mi ha guardato meglio e ha detto, lei è? Danilo Coppola, ho detto io. Ma non eri agli arresti domiciliari? Ha detto Dolce. Sono Danilo Coppola lo scrittore, non l'immobiliarista, ho precisato. Ah, allora, hanno detto entrambi facendo un gesto di sussiego con la mano. Come per dire, non c'è più religione, adesso nelle selezionatissime tribune vips invitano anche gli scrittori. Non c'erano piccioni, non c'erano piccioni, ha detto a quel punto l'orafo locale, che non ce la faceva più ed è sbottato. Vieni a Milano, ha detto Stefano Gabbana, sai quanti ce ne sono in piazza Duomo? L'orafo mi ha guardato e ha detto: “adesso ho capito perchè è caduto Sant'Oronzo. Non c'è più religione." Haaland si stava sfilando le mutande di ceramica e le stava nascondendo sotto la seggiola. Voleva tornare in prima squadra. Donna Cenzina stava guardando un modello vestito dei suoi centrotavola. Però, ha detto, forse ne brevetto uno per vestire la statua di Sant'Oronzo, che d'inverno fa freddo. Così almeno faremo pace. Con la religione.