Ve lo ricordate il Boero? Quel cioccolatino costituito da un piccolo bolo di cioccolato fondente che rivestiva una ciliegia sotto spirito? Io da adolescente ne andavo matto. Li vendevano nelle vecchie salumerie o nei tabacchini, tu li compravi e li scartavi e spesso dentro c'era il numero uno che significava che ne avevi vinto un altro. Li aveva inventati un pasticcere svizzero ma poi se ne impossessò la Ferrero. Da ragazzino c'era Vitantonio in piazza Libertà ad Ostuni, un minuscolo chiosco di legno e vetro. Io li compravo lì, ma anche al tabacchino o nelle salumerie dove facevano ancora i panini a 500 lire. Ora con cinquecento lire che ci compri? Due dita negli occhi, come amano dire in periferia. Io mi ero inventato un trucchetto, trattenevo la stagnola che avvolgeva il cioccolatino all'interno della sua tipica carta rossa plastificata, quando vincevo, col numero uno, e facevo finta di trovarlo ad ogni cioccolatino nuovo acquistato aperto e mangiato. Finchè l'esercente non se ne accorgeva e tratteneva lui stesso la stagnola. Credo che la bruciasse subito dopo con un accendino per non correre rischi, come una carta compromettente, come la lettera di Napoleone a Edmond Dantes. Vitantonio una volta che se ne accorse uscì fuori dal botteghino inseguendomi per tutta la piazza e urlandomi dietro con la sua tipica voce rauca facendo andare le sue gambette da uomo bassino e contorcendo i baffetti così ben piantati sotto il naso da sembrare attaccati con l'attaccatutto . Quell'omino aveva molta energia nonostante le nazionali senza filtro che doveva fumare. Il filtro era per gli smidollati e faceva il paio con l'acqua offerta al bar in luogo di birra vino o altro alcolico, rispetto alla quale di solito i più commentavano , con gran dispitto, che l'acqua faceva arrugginire le giunture delle spalle. Poi vennero i Mon Cheri e i Ferrero Rocher con la pubblicità di Ambrogio, l'autista della signora bene incappellata e ben vestita: Signora" Ambrogio, avverto un leggero languorino"; Ambrogio" vado in cucina a prenderle qualcosa?"; Signora:" no, la mia non è proprio fame"; Ambrogio:" ha voglia di qualcosa di buono, vero?"; Signora" si, Ambrogio, di un Ferrero Rocher". Poi Ambrogio andava in cucina, prendeva un cioccolatino, lo soppesava e lo portava alla Signora. Ma già da piccolo , di fronte alla sfilza di pubblicità più o meno con lo stesso schemino narrativo che passavano di continuo sullo schermo tv, irritato da cotanto servilismo, pensavo? Ma quanto potrà resistere Ambrogio dal mandare la Signora Rocher a quel paese?Non ce ne hanno sindacati gli autisti delle auto di lusso? Non so, certuni nascono agit prop del proletariato inside. Più tardi, da adulto, pensavo a quella pubblicità, ricordandomela: chissà se non era tutta una metafora alludente ad un successivo e fuorionda riscatto sociale in forma sessuale...Se ben ricordate, cari amici del '65 o giù di lì (non fate gli gnorri) , quasi tutti i film porno iniziavano con scene simili, allusive e allegoriche. Una volta una mia fidanzata dell'epoca mi disse, ascoltando questo mio parallelismo, solo tu pensi simili sciocchezze, sei perverso. Subito dopo diceva, be', adesso possiamo andare a fare l'amore. Ammazza, dopo il perverso ero io. E in definitiva, i Boeri originari sono tornati in voga, di recente. E io, amante delle cose vintage, li ho acquistati poco tempo fa al Lidl, in offerta: un'intera confezione. Ogni tanto quando sono un pò giù, vado in cucina ( e non ci arrivo certo con il fiatone, abito in un bilocale) e ne tiro fuori uno dalla confezione in busta, dalla credenza. Che essendo una credenza è la mia vera religione e l'unica in cui credo. Lo metto in bocca e lo schiaccio. Subito il gusto unico mi si riconnette col cervello e partono i ricordi.
mercoledì 21 dicembre 2022
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